La filosofia di Hobbes rappresentò
l'alternativa del XVII sec alla filosofia di Cartesio , perchè i due
filosofi scorgeranno nella tecniche molto diverse .
Hobbes nasce a Westport nel 1588.
Studia a Oxford ma la sua formazione fu dovuta ai suoi continui
contatti con l'ambiente culturale . Visse a Parigi , dove fu anche
amico di Cartesio . Le sue opere piu importanti furono “Levitano”
e la trilogia “ De Cive “ “De Corpore “ e “De Homine “ ,
dove espose il suo sistemo in maniera completa .
Gli ultimi anni della sua vita gli
occupò in polemiche . Morì a Londre nel 1679 , a 91 anni .
La filosofia di Hobbes ha come unico
scopo quello di porre i fondamenti per una società pacifica e
ordinata; lui pensava che questo fosse possibile solo grazie ad un
potere assoluto dello stato . Crede che sia inutile una filosofia
basata sulla metafisica , per questo egli cerca di creare una
filosofia puramente razionale , che escluda il sopranaturale , che
escluda ciò che fu affermato dagli autori antichi e che prenda
spunto esclusivamente dalla natura .
Egli ha costruito la sua politica per
analogia alla geometria sul fondamento di alcuni principi necessari
. Hobbes afferma l'esistenza di due “postulati certissimi della
natura umana “ dai quali discende l'intera scienza politica :
- la bramosia naturale : ogni uomo vuole tutto per se ciò che è comune a tutti ;
- la ragione naturale : ogni uomo cerca di evitare una morte violenta come il più grande dei mali naturali .
Il primo di questi postulati esclude
che l'uomo , per natura , sia un “ animale politico” , ma non
nega che gli uomini abbiano bisogno gli uni degli altri , non
affermando però , che essi abbiano un istinto alla benevolenza ed
alla concordia reciproche naturalmente .
Hobbes nega appunto , l'esistenza di un
amore naturale dell'uomo verso un suo simile . Secondo Hobbes ,
questa benevolenza non produce società grandi e durature , ma
produce solo timore reciproco . Il diritto di tutti su tutto fa si
che lo stato di natura sia uno stato di guerra incessante di tutti
contro tutti “ bellun ominum contra omnes “ .
In questo stato non c'è nulla di
giusto : ognuno ha il diritto su tutto , compresa la vita degli
altri . Ma questo “diritto” non ha niente a che fare con la legge
della natura , la quale consiste nell'eliminazione o nella
limitazione di questo diritto .
Si tratta di un istinto di
sopravvivenza , sicuramente non contrario alla ragione . Tuttavia è
proprio da questo istinto che porta alla guerra continua di tutti
contro tutti .
Questa condizione di guerra non può
realizzarsi totalmente , perchè il risultato sarebbe l'estinzione
della specie . Si ha conferma di questo nel girare armati , o nel
chiudere a chiave l'ingresso di casa , o nell'essere protetti da
agenti . Se non esistesse la ragione , la condizione di guerra totale
sarebbe insormontabile : quindi è la ragione naturale che suggerisce
all'uomo la norma o il principio generale da cui discendono le leggi
naturali del vivere civile .
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