mercoledì 11 dicembre 2013

HOBBES



La filosofia di Hobbes rappresentò l'alternativa del XVII sec alla filosofia di Cartesio , perchè i due filosofi scorgeranno nella tecniche molto diverse .
Hobbes nasce a Westport nel 1588. Studia a Oxford ma la sua formazione fu dovuta ai suoi continui contatti con l'ambiente culturale . Visse a Parigi , dove fu anche amico di Cartesio . Le sue opere piu importanti furono “Levitano” e la trilogia “ De Cive “ “De Corpore “ e “De Homine “ , dove espose il suo sistemo in maniera completa .

Gli ultimi anni della sua vita gli occupò in polemiche . Morì a Londre nel 1679 , a 91 anni .
La filosofia di Hobbes ha come unico scopo quello di porre i fondamenti per una società pacifica e ordinata; lui pensava che questo fosse possibile solo grazie ad un potere assoluto dello stato . Crede che sia inutile una filosofia basata sulla metafisica , per questo egli cerca di creare una filosofia puramente razionale , che escluda il sopranaturale , che escluda ciò che fu affermato dagli autori antichi e che prenda spunto esclusivamente dalla natura .

Egli ha costruito la sua politica per analogia alla geometria sul fondamento di alcuni principi necessari . Hobbes afferma l'esistenza di due “postulati certissimi della natura umana “ dai quali discende l'intera scienza politica :
  1. la bramosia naturale : ogni uomo vuole tutto per se ciò che è comune a tutti ;
  2. la ragione naturale : ogni uomo cerca di evitare una morte violenta come il più grande dei mali naturali .
Il primo di questi postulati esclude che l'uomo , per natura , sia un “ animale politico” , ma non nega che gli uomini abbiano bisogno gli uni degli altri , non affermando però , che essi abbiano un istinto alla benevolenza ed alla concordia reciproche naturalmente .

Hobbes nega appunto , l'esistenza di un amore naturale dell'uomo verso un suo simile . Secondo Hobbes , questa benevolenza non produce società grandi e durature , ma produce solo timore reciproco . Il diritto di tutti su tutto fa si che lo stato di natura sia uno stato di guerra incessante di tutti contro tutti “ bellun ominum contra omnes “ .
In questo stato non c'è nulla di giusto : ognuno ha il diritto su tutto , compresa la vita degli altri . Ma questo “diritto” non ha niente a che fare con la legge della natura , la quale consiste nell'eliminazione o nella limitazione di questo diritto .
Si tratta di un istinto di sopravvivenza , sicuramente non contrario alla ragione . Tuttavia è proprio da questo istinto che porta alla guerra continua di tutti contro tutti .
Questa condizione di guerra non può realizzarsi totalmente , perchè il risultato sarebbe l'estinzione della specie . Si ha conferma di questo nel girare armati , o nel chiudere a chiave l'ingresso di casa , o nell'essere protetti da agenti . Se non esistesse la ragione , la condizione di guerra totale sarebbe insormontabile : quindi è la ragione naturale che suggerisce all'uomo la norma o il principio generale da cui discendono le leggi naturali del vivere civile .

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