martedì 2 aprile 2013

PLATONE

Nasce ad Atene nel 428-427 a.C.
Nel 408 a.C diventa allievo di Socrate.            395-388 dialoghi giovanili.
Nel 388 a.C si reca per la prima volta a Siracusa.    
Nel 387 a.C torna ad Atene e fonda l'Accademia .    387-367 dialoghi di maturità.
Nel 367 a.C si reca per la seconda volta a Siracusa.  365-347 dialoghi della vecchiaia.
Nel 361 a.C si reca per la terza volta a Siracusa.
Nel 347 a.C Platone muore ad Atene.

LA RICERCA DELLA VIRTU'

Il rapporto di Platone con Socrate segna profondamente la sua filosofia . La morte di Socrate lo porta a fare del problema politico uno dei temi centrali della sua riflessione , nel tentativo di costruire le basi di uno stato giusto che promuova la virtù.
Della filosofia di Socrate , Platone conserva lo spirito di ricerca.
-la filosofia è un percorso verso la verità e il bene.
La filosofia di Platone è una ricerca senza fine .La fedeltà al filosofare socratico trova espressione anche nella forma del dialogo , scelto per quasi tutte le sue opere, perchè rende bene il senso del cercare insieme sottoponendo alla critica della ragione tutti i presupposti.
Uno dei contenuti della filosofia platonica è la centralità della riflessione etica. Quasi tutti i dialoghi giovanili sono dedicati all'analisi di alcune virtù e della virtù in generale , ma anche nelle opere della maturità quello etico è il tema centrale.
La virtù e il bene possono essere conosciuti mediante la ragione superando gli aspetti individuali  e tutto quello che ad essi ci lega .
o
Platone ha costruito un vero e proprio sistema filosofico .Ha cercato di dare una risposta anche alla domande che Socrate aveva lasciato in sospeso o non si era posto , come quelle sul destino dell'anima dopo la morte , sulla nascita dell'universo.Per dare una risposta a queste domande Platone  fa ricorso al mito , allontanandosi dal ragionare socratico .

La scrittura platonica 

Tutte le opere di Platone sono scritte in forma di dialogo . Il dialogo è ricerca , è procedere insieme verso una verità condivida . Platone sceglie di usare la scrittura , in modo da conservare il proprio messaggio, ma la piega verso il genere più vicino all'oralità,  cioè il dialogo.
All'interno dei dialoghi vengono spesso usati dei miti . Platone afferma che le cose più importanti non possono essere scritte , ma comunicate soltanto in modo diretto , mediante la parola.

I dialoghi giovanili come ricerca continua

I dialoghi giovanili trattano di un unico tema : la virtù . Questi dialoghi vengono definiti aporetici , perchè in essi si approfondisce e si chiarisce il problema giungendo via via all'accordo su alcuni aspetti.
Chiarire i problemi  vuol dire ricercare e discutere le argomentazioni a favore di una tesi oppure dimostrare che una convinzione non ha fondamenti razionali.Nei dialoghi di Platone è Socrate a narrare i miti. Lo scopo di Socrate in questi primi dialoghi è la ricerca della verità.


SOCRATE


Socrate è convinto che la ricerca della verità si possa stimolare solo con il dialogo vivo .Tutto ciò che sappiamo di lui è dato dalle testimonianze dei suoi discepoli .

- la verità assoluta non è accessibile all'uomo
Socrate concorda alcuni pensieri dei sofisti ,con i quali condivide anche l'orizzonte degli interessi : non più la natura, ma l'uomo e i suoi problemi . Infatti il pensiero di Socrate va a braccetto con l'idea dell'umanesimo, cioè che la cultura  debba essere centrata sull'uomo .

Rispetto ai sofisti Socrate ritiene di essere superiore , perchè essi hanno la presunzione di sapere ( infatti insegnano ) ma non sanno , mentre Socrate è consapevole di non sapere ,infatti non ha nulla da insegnare.
-se si è convinti di sapere non si fa ricerca , quindi non si fa filosofia .
Socrate è convinto di non sapere nulla di certo intorno alle cause dell'universo , perchè l'enigma dell universo non  è risolvibile dall'uomo . Però egli crede di avere qualcosa da dire riguardo a problemi meno complessi , ma più importanti per vivere ( problemi etici e politici ).

IL DIALOGO COME METODO DI RICERCA 

-la consapevolezza di non sapere mette in moto la ricerca , senza la quale l'uomo non sarebbe uomo e la sua vita non sarebbe degna di essere vissuta .
Socrate crede nel dialogo: filosofare è ricercare e ricercare è dialogare non solo con se stessi ma anche con gli altri  al fine di liberarli dalla presunzione di non sapere .
Socrate indossa i panni del provocatore e incalza l'interlocutore con domande ,per far sì che questi arrivi a essere consapevole della sua ignoranza. Questa è la fase negativa del dialogo , la quale prende il nome Ironia , è la fase in qui Socrate professa di non sapere nulla  con l'intento di  liberare l'interlocutore dai pregiudizi che gli impediscono di continuare la ricerca .Socrate finge di condividere il punto di vista dell'interlocutore e di ammirare la sua sapienza , per condurlo al riconoscimento dell'infondatezza delle sue certezze.
La seconda fase del suo metodo è la maieutica. Socrate aiuta gli altri a " partorire " la verità. Egli non ha verità da offrire , il suo compito è quello di aiutare l'interlocutore , con il dialogo , a partorire le idee che ha in gestazione . La verità infatti è sempre una conquista personale . La verità va ricercata riflettendo , ragionando
e dialogando . Solo entrando in se stessi e conoscendosi  si scopre l'essenza dell'uomo , cioè la ragione  ciò su cui Socrate fa leva nel dialogo , al fine di trovare verità universali e stabili per tutti .

Che cos'è la virtù ?
-Ciò che accomuna tutte le virtù ,è il sapere .La virtù è sapere che cosa è bene fare in ogni situazione.
 Ciò che distingue il coraggioso dal temerario è che il primo affronta il rischio sapendo di essere in pericolo , lo affronta in modo intelligente , mentre il secondo si butta nel rischio con ignoranza , cioè senza valutarlo.

- il concetto di una cosa non è altro che la natura di quella cosa .
Socrate risulta lo scopritore del concetto : ad esempio il concetto di uomo è ciò per cui un uomo è uomo e non qualcos'altro. La definizione di uomo  è un significato stabile e universale.

LA VIRTU' è SAPERE E PORTA ALLA FELICITA' 
Secondo Socrate , alla luce della ragione è possibile distinguere ciò che l'uomo ha da ciò che l'uomo è . Ricchezza , successo , carriera, fama e bellezza esteriore appartengono alla sfera dell' avere , mentre per Socrate ciò che conta è la bellezza interiore , cioè la bellezza dell'anima .
Questa bellezza consiste : - nell'uso sapiente dei beni esteriori. Ciò che l'uomo ha non è da disprezzare , ma si tratta di farne un uso intelligente ;
-nel controllo razionale dei piaceri sensibili e degli impulsi , i quali non devono essere negati , ma soddisfatti con intelligenza .
- C'è bellezza interiore quando vi è autocontrollo , è questo autodominio  che porta l'uomo a essere libero.

-Prendersi cura dell'anima, l'anima intesa come sede della ragione e della coscienza .
Un uso sapiente dei beni esteriori presuppone il sapere , ma la sapienza e ben più profonda in quanto conduce l'uomo a ciò che può realizzarlo come essere umano, vale a dire alla virtù. Essere virtuosi consiste proprio in questa conoscenza .

- la virtù è il sapere più elevato.
Socrate sottopone alla ragione il comportamento umano . La virtù si può apprendere e insegnare, ma il suo apprendimento richiede un cammino impegnativo e profondo.

-il sapiente è felice .
Questa razionalità virtuosa  porta l'uomo alla felicità (eudaimonia) . L'uomo prova felicità quando si realizza come uomo ed è questa felicità che gli dà tranquillità anche di fronte alla morte.
La ragione porta alla felicità. Secondo Socrate chi agisce male lo fa solo perchè scambia il male per bene, cioè lo fa per ignoranza . Dato che il virtuoso è il sapiente, il malvagio è l'ignorante, cioè colui che non conosce il vero bene.