martedì 15 ottobre 2013

DIALOGO E CITTADINANZA


Il Rinascimento e l'Umanesimo

-contesto storico e culturale 

Il Rinascimento viene inteso come ritorno al principio , ovvero il recupero dei modelli classici .
Questo periodo storico e filosofico (400) si apre con il tramontare delle istituzioni universalistiche del Papato e dell'Impero .Sul piano sociale ed economico vi è il fenomeno della civiltà urbana e l'affermazione di un economia aperta in contrapposizione con quella chiusa del Medioevo. Tale economia è incarnata da una borghesia attiva e industriosa, impegnata nei traffici e tesa al guadagno. Culturalmente la Chiesa perde il predominio nell'organizzazione e nella direzione , che passa ai laici , ovvero alla stessa borghesia .

Per "Umanesimo", si intende quel vasto movimento culturale che, iniziato negli ultimi decenni del 300 e diffusosi nel 400 , ha come caratteristica principale la riscoperta dell'uomoattraverso la ricerca e la letteratura dei classici latini e greci : humanae litterae o studia humanitatis, da cui appunto trae origine il termine "Umanesimo". Questa riscoperta è un'indispensabile premessa culturale del Rinascimento, con la quale la generazione dell'età umanistica sottolinea una netta distanza tra il mondo medioevale , caratterizzato da una visione della vita, che poneva Dio al centro dell'Universo e imponeva all'uomo una totale sottomissione al volere e al potere della Chiesa e la loro visione in cui l'uomo è posto al centro dell'Universo ed è considerato artefice, padrone del proprio destino. Si diffonde una grande fiducia nell'intelligenza umana; si esaltano, in particolar modo, la dignità dell'uomo, la sua superiorità sugli altri esseri naturali, le sue innumerevoli capacità creative. Inoltre si afferma il concetto di humanitas , inteso come la voglia di conoscenza che distingue l'uomo da tutti gli altri esseri animati.


La filosofia rinascimentale 

La filosofia rinascimentale ha due concetti fondamentali :
- la nuova centralità dell'uomo . L'uomo visto come padrone del proprio destino , in grado di determinare , attraverso le sue capacità , la propria vita e posto nella società . Con la possibilità di innalzarsi  fino alla natura angelica , seguendo la ragione ; degradandosi fino alla natura animalesca , seguendo l'istinto .
- la nuova concezione della natura . La natura vista come razionale , comprensibile dalla mente umana e in sintonia con essa .
Queste due concezioni sono strettamente collegate , trovando espressione nella corrispondenza tra "microcosmo" e "macrocosmo" . L'uomo è inteso come "microcosmo" la cui struttura riproduce quella del "macrocosmo " , dell'universo .

Il neoplatonismo e il naturalismo
In essi assume la centralità la natura e il nuovo modo di intenderla . Questa centralità e in primo luogo l' affermazione della centralità dell'uomo e della vita terrena . Sia il naturalismo che il neoplatonismo affermano inoltre la razionalità della natura ; da qui deriva la possibilità di studiarla e di comprenderla .
Il Rinascimento si delinea la possibilità di controllare la natura e modificarne il corso e di utilizzarne le leggi per prevedere il comportamento . L'uomo è parte della natura , possa conoscerla e trasformarla dall'interno , utilizzandone e le leggi e le forze che la animano .

Il neoplatonismo 

Cusano : dice che la conoscenza consiste nella proporzione tra ciò che è certo e tra ciò che è incerto .Mentre la conoscenza umana è limitata , quella divina , la verità , cioè infinita , quindi non si può avere conoscenza ma solo "dotta ignoranza ". Nell'uomo esiste un desiderio di sapere che la porta ad ampliare la propria conoscenza , essa tende entro la conoscenza perfetta . La conoscenza umana è suscettibile di un progresso all'infinito , non può condurre alla verità perfetta. Questo sottolinea il carattere ipotetico orientato alla ricerca .
Dio comprende in sè tutto l'universo , pur non identificandosi in esso . L'universo non può avere in se nulla che non sia già in Dio , che è tutto .

Ficino : parla di una gerarchia delle sostanze , da Dio alla natura angelica , all'anima , alla qualità e alla materia . L'anima è al centro dell'universo , rappresentando la copula mundi , il punto di congiunzione tra la realtà spirituale e quella materiale . Dalla filosofia di Ficino deriva un vitalismo immanentistico : la natura è plasmata e orientata teleologicamente dall'anima del mondo , che agisce al suo interno , dandole forma , come un artista immanente.





Telesio : studia la natura delle cose secondo tre principi che li sono propri : la materia e due forze dinamiche , il caldo e il freddo . Caldo e freddo sono principi della sensibilità , che è perciò propria in ogni essere . La natura è regolata , a partire da questi , sulla base di leggi date da Dio , e perciò immutabili. Ogni evento deve di conseguenza essere spiegato sulla base di un rigido determinismo , così anche la conoscenza e l'etica . Conosciamo attraverso i sensi che imprimono nella nostra anima la forma delle cose .
Il comportamento è determinato dal principio della conservazione del proprio essere : tutto ciò che giova ad esso provoca una sensazione di calore ed è giudicato bene , ciò che lo contrasta provoca la sensazione opposta ed è considerato male . Bene e male non derivano perciò da principi superiori , ma da principi immanenti all'uomo stesso .


Giordano Bruno
L'infinità dell'universo è posta in relazione a l'infinità di Dio . L'universo è manifestazione di Dio, e attraverso la sua conoscenza scopriamo Dio . La divinità è nell'universo e dentro di noi più di quanto lo siamo noi stessi.
L'infinità dell'universo è spiegata a partire dal rapporto tra Dio e il mondo , sulla base dei concetti di "causa" e "principio ". "Principio " è ciò che diventa l'effetto che determina , come il seme rispetto alla pianta , mentre "causa" si riferisce a qualcosa che determina un effetto ma ha una sua realtà separatamente da esso , come un falegname che costruisce un mobile . Se Dio è principio , allora permane nel mondo , è in esso . Di conseguenza , tutta la natura è animata , la vita è in tutte le cose.
L'universo è concepito da Bruno come Uno-tutto, come totalità che dà significato alle parti , come un unico
organismo vivente .
L'uomo , operando con l'intelletto e con le mani , può formare "altre nature e altri corsi " divenendo creatore , come Dio , affiancandolo nella sua opera di trasformazione della natura . Bruno esalta l'attività e il lavoro conferendo loro sacralità , per avvicinarsi a Dio . Dio è immanente alla natura , opera in essa all'interno . Trasformandola , l'uomo non solo lo conosce ma si fa come lui .


La Chiesa contro Galilei

Galileo più che aprire uno scontro contro la chiesa e gli aristotelici era convinto che potesse far comprendere alla gente e agli studiosi del tempo,che le teorie sulle quali si basava la chiesa riguardo la posizione della terra erano errate.Infatti all'epoca era stata confermata la tesi di aristotele,secondo la quale non era il sole al centro dell'universo,ma la terra.La chiesa si rifiutava di credere ad altre teorie,come gli aristotelici,perchè non poteva contraddire "l'ipse dixit" di Aristotele.
ma Galileo si rese conto dell'errore del sistema aristotelico,in quanto fu il primo a fare osservazioni astronomiche dopo aver messo a punto il telescopio.quindi,sostenendo le teorie copernicane riguardanti l'eliocentrismo,si battè per dimostrare la veridicità delle teorie di copernico,prima inviando le "lettere copernicane" a illustri personaggi,poi scrivendo il dialogo sopra i due massimi sistemi,opera nella quale Galileo fa dialogare tre personaggi,simplicio che rappresenta l'aristotelico,salviati,nel ruolo del copernicano e infine sagredo,che rappresenterebbe la parte neutrale che finirà per assecondare le tesi di salviati.è con questa opera che Galileo si mette in più aperta opposizione con la chiesa che lo giudicherà eretico.in realtà Galileo non voleva attaccare la chiesa,in quanto specificava che le sacre scritture non erano un testo il cui fine fosse quello di spiegare la natura,e che quindi tutto ciò che la matematica e la scienza dimostrava in contrasto con le sacre scritture dipendeva da un errore di interpretazione dei testi sacri da parte degli uomini.

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